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LA SARTORIA NON FA MODA!

Lo abbiamo detto più volte e più volte lo ripeteremo, la moda è qualcosa che passa la filosofia della qualità del ben vestire che poi si trasforma in stile, non passa mai. In questa Domenica caratterizzata dal raffreddore, mi sono preso la briga di ricercare dei filmati legati a quella antica scuola che da sempre ci porta in giro nel mondo facendoci sentire orgogliosi di essere Italiani, la scuola Napoletana. Vi posso assicurare che andando spesso Negli Stati Uniti la cosa che mi da modo, spesso e volentieri, di conoscere gente nuova è lo stile nel vestire che sempre viene riconosciuto dagli stranieri e ahimè dimenticato da noi Italiani. Oggi, sempre di più, ci abituano alla velocità, al concetto del fast, che a volte è un vantaggio del progresso altre come nel caso della moda, diventa negativo. La moda oggi viene tradotta dai più, con un comportamento che vede l'acquirente stuzzicato e sensibilizzato dal Marketing su alcuni aspetti prettamente visivi che al massimo dureranno un anno, l'anno dopo butto tutto e ricompro. Certo le maison devono vendere, qualcuno dice che bisogna far girare l'economia,  qual'è il prezzo che si paga?? Spesso la qualità, la non continuità di stile che ieri ci caratterizzava ed oggi non esiste più grazie al concetto del globale. Quindi la moda è uguale a New York come a Tokio come a Milano ecc. Ma la  storia dello stile Italiano che origini ha? Perchè non possiamo vendere il contrario di ciò che vendono le Multinazionali? Ma sopratutto perchè dobbiamo essere tutti uguali? Questa raccolta di video realizzata da Campania Digitale, ci da modo di imparare ciò che eravamo e ciò che personalmente mi piacerebbe ritornasse ad essere. All'interno di questi filmati sono contenute interviste a maestri indiscussi della sartoria Napoletana come Renato Ciardi, la sartoria Gaggiula  e Desimone, con un contributo speciale scritto dalla mano di Edoardo Scarpetta in persona. Io per primo sono felice di uscire, solo per un attimo, dal mondo della moda e dai riflettori delle passerelle per dedicarmi alla storia di artisti che ancora oggi, anche se sconosciuti alla massa, con il loro lavoro contribuiscono a portare nel mondo quel poco di buono di Italiano che è rimasto.

 


 

 

 

 

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